lunedì 30 agosto 2010

A serious man. Le cose accadono o siamo costantemente messi alla prova?

"Ho cercato di essere un uomo serio" si ripete continuamente Larry Gopnik. Non riesce proprio a capire perché Aschem (Dio) gli stia facendo vivere delle situazioni così complicate e tutte assieme. Cosa vuole dirgli? Che motivazione recondita e salvifica c'è dietro ad ogni tragico fatto?


Ci pensano quelle adorabili canaglie dei Fratelli Coen a darci una spiegazione, insinuano nella nostra mente un tarlo fastidioso: Ma non è che, forse, non ci sia una spiegazione? Forse le cose accadono e basta; che siano belle o brutte, accadono nella vita delle persone. L'atteggiamento dell'interessato fa la differenza e, forse, può deviare il corso degli eventi.Questo è il pacchetto vita e ce lo dobbiamo prendere tutto intero.





Ci potrebbe essere un'altra spiegazione però, ben più sadica se vogliamo. Forse Larry è un moderno Giobbe, messo alla prova suo malgrado dal Dio in cui crede. 
Se vediamo la sua storia sotto quest'ottica rimane sicuramente un fedele rispettoso e convinto, consapevole che ogni azione abbia delle conseguenze e quindi, nel dubbio, è sempre meglio essere seri. Il suo peccato sarà quello di non essere paziente come il suo predecessore biblico e per questo non ci sarà nessuna assoluzione.

Guardare A Serius Man dei fratelli Coen equivale a porsi l'eterna domanda dell'uomo: Le cose accadono o siamo costantemente messi alla prova?

La cavia, il capro espiatorio è Larry Gopnik: Ebreo osservante, padre di due figli sui quali non esercita la minima autorità, marito di Judith - donna che sa far giocare a suo favore la bontà del marito-, insegnante di matematica prossimo alla promozione, fratello di un uomo malato ed ingombrante, stanziato da mesi a casa sua...

Tutto ad un tratto le fondamenta di questa vita cominciano a smuoversi ed il suo mondo gli cade addosso, zolla dopo zolla. 
Tutto gli si ritorce contro per la sua incapacità di farsi valere e di essere incisivo. Nessun amico gli da' conforto e neanche dalla famiglia possiamo aspettarci niente di buono, tanto più che è la causa dei suoi problemi più gravi. I rabbini che consulta lo lasciano interdetto ed i loro consigli sanno di prefabbricato. Da buon ebreo cerca di prendere il buono anche dalle loro parole e attuare ciò che gli raccomandano, ma non riesce a trovare sollievo; l'ultimo, il più saggio, lo fa liquidare dalla segretaria sostenendo di essere occupato a pensare.



Comunque lo spettatore voglia interpretare questa storia, non può fare a meno di sperare in un lieto fine, della serie: "Ok, gli è capitata la qualunque ma adesso si sistema tutto...vero?!?"
Mi dispiace, se è questa la vostra speranza rimarrete delusi. La vita di Larry non termina con i titoli di coda. Come guardando un quadro di Degas abbiamo la certezza che le ballerine proseguano il loro salto oltre la tela, il prof. Gopnik continuerà a vivere anche dopo la pellicola. Come se avessimo guardato dal buco della serratura per 105 minuti e ci fossimo stufati, ma oltre quella porta tutto continuerà, come? L'unica certezza è che alla sfortunata esistenza di Larry si aggiungeranno altri guai e ben peggiori.
Punizione o inesorabile corso della vita, nessuno lo sa.



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