Il terrore di ignorare l'esistenza di un moderno Monet o Picasso mi ha sempre sconvolto. Sui libri di storia dell'arte si leggono le loro biografie e si osservano i loro quadri, senza pensare che in questo esatto momento migliaia di artisti (o presunti tali) cercano di dare il loro contributo esattamente come facevano loro.
Non voglio arrivare a 90 anni, interrogare il mio nipotino e scoprire che l'artista del secolo ha esposto a Basagliapenta. Peggio ancora, non voglio scoprire a 90 anni che avrei già potuto conoscere l'artista del secolo se solo mi fossi informata.
Chi, come me, ha queste ansie può fare alcune cose: leggere riviste d'arte, connettersi a pagine web dedicate all'arte contemporanea, leggere saggi e libri che parlano di questo argomento o visitare le esposizioni.
La Biennale di Venezia è un modo per entrare a contatto con centinaia di nomi, artisti (ribadisco, o presunti tali) e respirare contemporaneità. Ne più, ne meno, dei Salon des Beaux Arts in cui si trovava la créme de la créme e le bistrattate Esposizioni degli Impressionisti dove la gente andava per ridere...si, ma quanti cappelli si è mangiata sapendo che quello di cui ridevano è diventato Manet?!?!?
Sono, appunto, reduce dalla 54a Biennale di Venezia ed ho bisogno di fare il punto della situazione. Sono stata libera, cosciente e felice durante questa visita ma il caldo e la quantità di input pervenuti mi impone l'aggettivo reduce. Diciamo che nulla sarebbe stato possibile senza la presenza in loco di Eleonora che a Venezia vive e alla Biennale lavora, mi ha permesso di pernottare a costo zero e di vivere l'esperienza in modo più consapevole di quanto avrei fatto in una toccata e fuga di 10h. Stare un giorno è mezzo si è rivelato necessario e, anzi, non sarebbe ancora abbastanza ma non si può chiedere troppo alle mie sinapsi, alle mie ferie e alla sua disponibilità.
Forse, qualcuno di voi, arrivato a questo punto comincerà a chiedersi che cosa sia La Biennale. Certo, tutti sanno che è un'esposizione internazionale che avviene ogni due anni...ma già in questa definizione si nascondono le prime imprecisioni. La Biennale, in realtà, è un'istituzione culturale che da vita a numerosissimi eventi; a scapito del nome, non tutti hanno scadenza biennale: per esempio, la nota Mostra del Cinema (di Venezia, appunto) viene organizzata tutti gli anni. Ligie al loro nome sono la Biennale di Architettura, quella di Danza, di Teatro, di Musica... organizzate in alternanza con l'evento più importante che è La Biennale di Arte Contemporanea: attualmente è in corso la sua 54a edizione ed è questa Biennale che mi ha sequestrato per due giorni.
LA BIENNALE DI ARTE CONTEMPORANEA
La Biennale di Arte contemporanea è organizzata in 3 parti: i padiglioni nazionali, la mostra e le attività collaterali; fisicamente, si distribuiscono prevalentemente tra i Giardini (padiglioni nazionali "fissi" + 1/2 mostra + padiglione Venezia) e all'Arsenale (padiglioni nazionali "recenti" + 1/2 mostra + il padiglione Italia), questi due luoghi accolgono il 90% dell'evento. Il restante 10% (padiglioni nazionali minori e le attività collaterali) viene ospitato su tutto il territorio cittadino da strutture private o pubbliche.
In questi due giorni io ho visitato "solo" Giardini e Arsenale, che fanno biglietto comune e sono il clou dell'evento.
- PADIGLIONI NAZIONALI "FISSI"
Passeggiando tra sentierini dei Giardini (mappa nel link) incontriamo una trentina di costruzioni erette a partire dalla prima edizione della Biennale (1895) in poi. Sono da considerarsi come delle piccole ambasciate perché lo stato che li ha costruiti li gestisce e ne ha la proprietà, la loro organizzazione esula dalla gestione dell'istituzione veneta.
Fisicamente appaiono come dei "palazzetti", recanti ognuno il nome dello stato che li ha costruiti: stile, materiale e architettura sono strettamente collegati al periodo e alla cultura della nazione che rappresentano.
Ogni padiglione è curato da un organo di competenza statale, solitamente il ministero dei beni culturali del paese, o da un grosso nome della cultura (es. gli USA si sono spesso affidati alla Guggenheim foundation): è questo organo che decide quali e quanti artisti portare...teoricamente, le opere dovrebbero essere in linea con l'argomento scelto dal curatore della mostra (quindi, in questo caso con ILLUMI-NAZIONI) ma non spesso questo accade: i padiglioni sono, di fatto, molto liberi; decidono il loro tema, gli artisti, decidono l'installazione, hanno guide, guardiani di sala propri e organizzano eventi collaterali all'interno del loro padiglione... insomma chi visita la Biennale si trova a poter scegliere tra tante mostre quanti sono i le nazioni invitate e ogni padiglione racchiude il meglio dell'arte contemporanea nazionale.
- PADIGLIONE CENTRALE - MOSTRA
Nei giardini troviamo anche un padiglione Centrale, (l'ex padiglione Italia), che da qualche anno non ospita più il nostro paese ma è la sede della mostra (NB. se vedete dei piccioni, non spaventatevi, sono l'istallazione di Cattelan "Turisti" proposta per la prima volta nel '97 e riportata anche quest'anno...pare proprio che l'artista italiano più pagato al mondo non avesse molte idee alternative).
La Biennale, ogni anno, designa un curatore che studi e realizzi la mostra che dovrebbe dare la linea guida a tutta l'edizione.
Quest'anno la Biennale ha affidato a Bice Curiger l'arduo compito; il titolo che la curatrice ha scelto è Illumi - nazioni, da leggere con una linea di separazione tra la parte Illumi e la parte Nazioni perché è su questo binomio che si basa tutta l'esposizione. O per lo meno dovrebbe. Per far entrare maggiormente in sintonia gli artisti con l'evento, Bice a posto ad ogni singolo partecipante 5 domande: Dove ti senti “a casa”? Il futuro parla in inglese o in quale altra lingua? La comunità dell’arte è una “nazione”? Quante nazioni senti dentro di te? Se l’arte fosse una nazione, cosa ci sarebbe scritto nella sua Costituzione?» le risposte, a volte noiose a
volte illuminanti, sono state pubblicate sul catalogo.
La curatrice ha selezionato personalmente tutti gli artisti presenti, provenienti da ogni parte del mondo e appartenenti a tutte le fasce d'età: ogni edizione, la Biennale ha il compito di essere una luce guida sul panorama dell'arte contemporanea mondiale, di raccogliere le idee e presentarle al grande pubblico.
Quest'anno il Padiglione Venezia è interamente dedicato alle video-sculture di Plessi: "Mari Verticali". Un'inedita soluzione in cui si ribalta il concetto di mare e navigazione: non sono più le barche a essere "disperse" nel mare, ma viceversa: è l'acqua ad essere imprigionata nel corpo della nave che si erge quasi verticale a dominare lo spazio.
- ARTIGLIERIE E ISOLOTTO
Edizione dopo edizione, lo spazio nei Giardini si è esaurito ma le partecipazioni nazionali continuavano a crescere e si è dovuta trovare una soluzione spaziale. Per questo, tra le stanze dell'Arsenale (che dista 15 min. dai Giardini) vengono ospitati i padiglioni di tutte le altre nazioni che espongono e che non hanno, ancora, un posto fisso su cui contare: Cina, India, Argentina, Iraq, Turchia ecc. ecc.
- PADIGLIONE ITALIA
All'Arsenale viene ospitato anche il Padiglione Italia, da quando il nostro paese ha lasciato la sua sede naturale per cederla alla mostra; il padiglione Italia è senza dubbio il più grande tra gli spazi dell'intera Biennale, in onore della nazione ospitante.
- CORDERIE
Alcuni spazi dell'Arsenale sono stati destinati alla mostra, artisti e opere erano davvero tanti e voluminose che hanno dovuto "sconfinare" in un'altra sede per essere contenuti.
Camminare tra gli spazi immensi dell'arsenale, lasciati volutamente grezzi e vedere come ogni artista o nazione li abbia reinventati è stupefacente: antichi macchinari e colonne di mattoni si integrano alla perfezione con le idee innovative dell'arte contemporanea. Alle volte è complicato capire cosa sia Arsenale e cosa sia Installazione!
- GIARDINO DELLE VERGINI
Ospita attività collaterali riconducibili ad artisti esposti in mostra o a padiglioni nazionali che si servono anche di questo spazio per esibire i propri talenti
Le nazioni "minori", arrivate ancora più tardi, prendono accordi con il Comune o con strutture private e vengono ospitate su tutto il territorio cittadino, dando vita alle "Attività collaterali"; mentre tutte le installazioni contenute tra gli spazi dei Giardini e dell'Arsenale sono inserite in un unico biglietto, ogni attività collaterale si organizza da sola. Camminando per le vie della città e muniti di mappa ci si può divertire a scoprire che museo, che bar, che piazza che spiazzo abbia ospitato questa o quella nazione...disseminando lo spirito della Biennale su tutto il "pesce".
(mi scuso per qualche errore o dimenticanza, questa è la biennale vista con i miei occhi)
Nessun commento:
Posta un commento