domenica 3 ottobre 2010

Mecatino dell'usato, ovvero un mondo meraviglioso brulicante di matti

Avete mai partecipato ad un mercatino dell'usato?
Sicuramente si...avrete senza dubbio gironzolato per le bancarelle chiedendo: "A quanto lo fa questo?" e poi, abbozzando un sorriso di risposta al prezzo, ve la siete data a gambe  dignitosamente.
Però, se non avete provato a stare dall'altra parte non avete ancora visto niente.
Ok, non sono una veterana...avrò fatto una decina di mercatini in tutta la mia vita. Nell'ultimo anno ho intensificato la mia frequenza e ho cominciato ad ambientarmi in questo piccolo microcosmo con leggi tutte sue. E, soprattutto, ricolmo di personaggi spettacolari. 
Avere una bancarella al mercatino significa svegliarsi molto presto, a seconda della destinazione. In ogni caso è bene che tu sia sul posto verso le sette, per vederti assegnare un posto decente e avere tutto pronto nel minor tempo possibile. Parte del lavoro (ed è sicuramente la parte più pesante) è il carico scarico...preparare la macchina, arrivare, scaricare, portare, montare, trascinare, sistemare, immaginare, analizzare e pensare come un potenziale compratore.
Finita tutta questa fase hai almeno 6/7 ore in cui dovrai solo cercare di liberarti di quella roba. Certo, c'è la questione economica, speri di guadagnare il più possibile. La maggiorparte delle cose che vendi te le hanno date per liberare le loro cantine, oppure le hai trovate a poco in altri mercatini. Sicuramente ci sono cose tue che non usi più e, guardando in faccia alla realtà, ti sei convinta a liberarti di molto ciarpame, abbandonato su mensole e scaffali da una vita. Se non ti è servito fino ad ora non ti servirà più. Che poi, arrivata a casa ti torni utile e maledici il momento...bè...questo è un altro discorso. Ma la motivazione che gareggia il primato è: "Comprate, almeno ho meno roba da riportarmi a casa.". La fine della giornata si valuta contando i soldi e valutando lo spazio libero nelle scatole e in auto.
Nel frattempo, preghi che non piova e non faccia troppo caldo; il freddo è superabile, ma il sole e la pioggia sono i peggiori nemici dei mercanti.
Nella mia breve carriera ho individuato i seguenti soggetti:
  1. Il collezionista. Si aggira tra le bancarelle ancora in allestimento (ovvero, attorno alle 7 del mattino) e ti chiede se hai il numero 3518641615641 della serie 43541871 delle sorpresine degli ovetti Kinder. Lo guardi bene e vedi che è una signora sui 40anni....Oppure il numero tot. dei gialli di Agata Christie...o cinturini di orologi particolari o...elmetti di guerra...tutto, tutto, tutto, tutto è collezionabile.
  2. Quello che compra l'oggetto che tu hai echitettato come l'unica cosa invendibile. Hai messo un gatto nero di plastica, spelato, inutile, con un buco e un taglio sulla schiena. Lo adagi sul banchetto ridendo e mostrandolo ai colleghi:"Questo, ma chi se lo prenderà mai!". E poi ti arriva la sioretta, il sior o il bambino che lo vede e dice: "A quanto lo fa?", tu spari "1€" e sai che se ne andrà. Invece lo compra. E tu non trattieni le risa mentre gli/le dai il resto e lo infili in un sacchetto. Appena se ne va, scuoti la testa incredula dell'esserti liberata di quell'obribrio. Tutto, tutto, tutto è vendibile.
  3. Lo straniero immigrato. Non è questione di razzismo, ma è automatico che hai mercatini dell'usato si fiondino gli immigrati che si interessano a vestiti e accessori. Loro trovano un capo, lo esaminano per diversi minuti, controllando ogni cucitura, ogni centimetro di stoffa alla ricerca di falle. Se non le trovano ti chiedono a quanto lo fai e tu rispondi. Qualsiasi prezzo è troppo alto e giocano al ribasso fino allo sfinimento. Mentre contrattano esaminano ancora, perchè vogliono essere esattamente sicuri che, se dovessero darti i soldi, non prendano una fregatura. Uno dei due vince, ma il risultato è sempre imprevedibile. Cederà l'acquirente, pagando il prezzo che hai deciso o cederà il venditore, ribassando pur di vendere?
  4. La signora stravagante. Compra qualunque cosa e non bada a spese. Ti compra il soprammobile senza senso, il cappello arancione con le piume fucsia, il soldatino mezzo mangiucchiato dal cane per darlo al nipote e fa la soddisfazione del venditore. La lusinghi, la vezzeggi, la tratti bene perchè tornerà se con te si sentirà a suo agio.
  5. Il signore/a perditempo. Non è li per comprare, ma per passare il pomeriggio. Con la scusa di un libro da 50 cent. comincia a parlare, legandoti con domande, mezze battute (a cui devi ridere), ripensamenti, minuti e minuti di esamina dell'intera bancarella. Anche se va via, tornerà entro un'ora e alla fine ti ha comprato solo quel libro da 50 cent.
  6. Lo/a sfacciato/a. Quello che incurante del fatto che tu abbia orecchie, occhi e dei sensi normalmente sviluppati fa' smorfiette toccando la tua roba e boffonchiano "Non mi piace/è brutto".
  7. L'indeciso. Ti chiede qualcosa e ti fa tirare fuori dalle scatole l'impossibile. Prova, maneggia, guarda, domanda, chiacchiera...sei sicuro che comprerà perchè dopo tutto quel tempo che ha tenuto in mano l'oggetto, non può non prenderlo. Alla fine, lo molla giù dicendo che ci deve pensare e poi non lo vedi più. Diventi indeciso anche tu, che fai? Vendi o non vendi? Non tornerà sicuramente, quindi posso vendere al prossimo che me lo chiede....e se poi torna?
  8. Il compratore dell'ultimo minuto. Lui sa che troverà meno roba, ma sa anche che il venditore nello sbaraccamento sarà in generale più accondiscendete. Pur di vendere anche all'ultimo secondo, abbasserà il prezzo. Lui si libererà di qualcosa e chi compra porta a casa un affare sicuro.
Bè, questa è, in poche parole, la mia esperienza. Vi assicuro che è qualcosa da provare perchè è estremamente divertente. Certo, poi ci sono le giornate no, le incazzature e le perdite di tempo. Ma se il popolo dei mercanti, pur le lamentele è sicuro di ritrovarsi sempre, un motivo ci sarà...no?

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