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lunedì 11 aprile 2011

Cronache da un mercatino

E' stato un week-end da mercante quello appena trascorso; mi sono cimentata in una doppietta abbastanza intensa comparendo sia Feletto (sabato) che in via Riccardo di Giusto (domenica).
Non è la prima volta che lo faccio, anzi, da più di un anno a questa parte ho collezionato diverse performance similari ma questa ha assunto un valore aggiunto. Infatti, dopo una lunga gavetta fatta di levatacce, carichi scarichi, piogge senza teli e soli senza crema è arrivato il mio momento: mi sono meritata una bancarella in solitaria.
Eh eh...la mia fida compare Elena ha dovuto fare la "Serva Muta" di Magda (sua madre e un po' anche mia), condividendo con lei la bancarella e lasciandomi provare l'ebrezza del totale comando. Fino ad ora avevamo condiviso il tavolo, tenendo una metà a testa e dato spettacolo con numeri di alta idiozia (si leggano le canzoni nate al mercatino, le motivazioni per cui fare un mercatino e i personaggi strani apostrofati senza troppo pudore già narrati in altri post). Ma questo week end, quasi come un passaggio di testimone, mi hanno concesso l'utilizzo delle tavole per staccarmi dal nido e volare con forze tutte mie.
Che emozione!
Il tutto comincia venerdì sera quando ho caricato la Twingo senza lasciare molto spazio al non riempito. Povera auto mia, nelle partenze aveva il suo bel da fare con quintali di libri e amenicoli vari posizionati sul suo popò. Però, stavolta erano tutti in perfetto ordine perché, finalmente, ho raggiunto una quantità di Premium Banana tali da poter stipare quasi tutta la mia merce in quelle scatole. A questo proposito, volevo sentitamente ringraziare il loro l'inventore: non so se lei è vivo o morto, vorrei solo comunicarle che lei ha fatto felici generazioni di stipatori. Bisognerebbe farle un monumento.
Sicuramente anche voi sapete di cosa sto parlando, le scatole ad incastro della ciquita o altre marche di banane che tutti usano per riporre le statuine del presepe quando l'epifania tutte le feste porta via. Ecco, queste scatole sono l'ideale per chi voglia fare il mercante, per la loro pratica chiusura, per le loro dimensioni, per le manigliette ai lati e per la loro resistenza. Lodi lodi lodi. Trovarle non è semplice, devi chiedere (con insistenza) che gli addetti al banco frutta del supermercato te le tengano da parte e devi essere li quando ti dicono di passare perché, altrimenti, le buttano. Per questo valgono come l'oro e se se ne rompe una è un piccolo dramma, non esagero.
Insomma, dopo mesi e mercati di esperienza ho trovato il modo migliore per caricare l'auto (bisogna considerare che, nel frattempo, ho anche cambiato mezzo e questo mi ha obbligata ad un riassesto organizzativo), cosa particolarmente importante vista la presenza delle sopraccitate tavole che occupano molto spazio: (infilarle tra i sedili davanti e quelli dietro PRIMA di tutto il resto della merce e non DOPO può fare molta differenza, specie se non volete sentirvi un T-REX alla guida di una micro-machine). Ovviamente, avendo la macchina piccola il sedile passeggero è stato asservito alle scatole dei vestiti, questo ha impedito totalmente la visuale sul lato destro; per farmi forza e non sentirmi troppo handiccappata, ho cercato di fare un elenco di tutte le auto che sono state progettate senza specchietto destro. Questo ha giovato un po'. Anche la visione dallo specchietto retrovisore era un po' limitata, ma in questo caso non oso lamentarmi perché mi ronza la voce di Andrea:"Lo specchietto anteriore è superfluo, io guido una corriera senza..."
Sorvolo sul sabato a Feletto perché è sempre una passeggiata: non si paga il posto, non hai limiti spaziali, dura al massimo fino alle 14.00 ed è molto easy-going.
Benché, mi dispiacerebbe tacere gli  individui che abbiamo incontrato in questa occasione.
Come per esempio la ragazza nervosa che ogni 3 o 4 parole veniva scossa da movimenti incosulti della testa e  interrompeva le sue frasi con "Eh" continui:
"Quanti bei EH(scossa di testa) vestiti! Purtroppo io sono EH(scossa di testa) tropo magra per via di questo mio EH(scossa di testa) nervosismo." So che non bisognerebbe ridere delle disgrazie altrui, ma alle volte è molto difficile e io cedo spesso. La mia compare Elena non è da meno. E anche Magda, nonostante sia madre, moglie e donna savia rise. Da quel momento ci siamo rivolte vicendevolmente come persone colpite dalla sindrome di Tourette, creando scompiglio in chi ci ascoltava di nascosto dalla sua bancarella.
Ma molte e più succose varianti di follia sfilano al mercato di via Riccardo.
Nonostante fossi li alle 6.05 ho trovato un parcheggio molto scomodo per l'auto (nota mentale, svegliarsi alle 5.15 non basta, devo anticipare ed essere li prima delle 6). Ovviamente, prima di cominciare lo scarico, ho dovuto rintracciare l'organizzatore perché nella telefonata di conferma è stato piuttosto nebuloso sul posto. Siccome conosco i miei polli, voglio vederlo in faccia quando mi dice: "Si, è al 98. Come ci siamo detti venerdì", anche se lo so che sarà seccato quando glielo chiederò. Non sarebbe la prima volta che con sicurezza dichiara di averci assegnato un posto, salvo poi doverci spostare da un'altra parte e nel momento meno opportuno. Scongiurato questo pericolo con la certezza di avere il posto vicino alla mia ex coinquibancarellara e sua madre, comincio l'operazione di scarico cercando di fare meno viaggi possibili. Sto con le orecchie vigili e gli occhi d'aquila spalancati per scrutare la presenza dei soliti collezionisti e ne bracco due: quello dei libri friulani che fa il primo acquisto della giornata e quello degli orologi che non mi compra niente. Temo che una mancata vendita con lui porti male alla mia attività, ma gli eventi hanno confermato il contrario.
Avevo appena finito di bearmi per come stavano andando bene le cose che arriva il problema. Un ragazzo, anche arrogante, mi blocca e asserisce che quel posto è suo perché lui si era accordato il mese prima: "L'organizzatore mi aveva garantito il posto anche senza telefonare." So che non è possible, anzi è vero il contrario: se non telefoni per confermare la tua presenza ti becchi il posto che avanza, ma la mia soglia di nervosismo era abbastanza alta per cui pesco uno degli organizzatori e gli dico: "Per cortesia, dica a quel ragazzo li (indicato con ditino semovibile) che il 98  è assegnato a me dalla telefonata di venerdì". E così fu, abbandonai la querelle che seguì per tornare al mio lavoro. Illuso...salta fuori che "..è già da un mese che ho quel posto..." un mese? un mese? sei un niente mercatinalmente parlando! Questo pensava che bastasse un tacito accordo per avere il posto ah ah... e allora per cosa esiste la prassi consolidata della chiamata al lunedì con conferma il venerdì? E tutti quelli che fanno l'abbonamento, sono cretini? Illuso, il posto era mio senza appello...ha anche tentato di rabbonirmi dicendo "so che non è colpa tua ma potremmo dividere la bancarella se vuoi"...CErto che non è colpa mia, senti questo e caschi male bello mio, sei capitato nella giornata denominata "Linea dura senza paura" e lo rispedito al mittente.
Tutto ciò a molto ritardato le mie operazioni e mi sono dedicata in ritardo sulla tabella di marcia all'allestimento. Già, perché quando si fanno le 7.00 e non hai ancora aperto la tavola si sta facendo tardi: è a quest'ora che gironzolano i collezionisti, quelli che arrivano con i mercanti e li osservano mentre tirano fuori la roba; se hai dei pezzi interessanti e ritardi nell'esposizione, rischi che quando arrivano da te abbiano già comprato abbastanza. Per questo devi sempre tenere da parte ciò che potrebbe interessare agli acquirenti che hai individuato mese dopo mese, in modo da essere pronto al loro passaggio. 
Comunque, il divertente comincia adesso. Perché, una volta disposto il tuo "negozio" ti puoi godere lafauna che ti sfila davanti, degna di un film: 


  • la signora con ai piedi delle scarpe con le dita, quelle che dovrebbero essere usate solo per camminare sugli scogli e che, inspiegabilmente, vengono indossate per camminare sulla strada;
  • il signore con il cappello da cowboy che ti saluta ammiccante e procede oltre, facendoti scoprire che è scalzo e fiero;
  • la signora con il blush ad altezza tempie;
  • Franca che cerca cannovacci con gli anni;
  • i cani di tutte le razze e forme che corrono avanti ed indietro;
  • la "non magra tendente al dark" il cui guardaroba è sempre una sorpresa;
  • le signore che si vestono tutto di un colore;
  • le signore che si vestono con mille colori;
  • il ragazzo con le sopracciglia all'insù;
  • i mariti che dicono un secco "Niet" alla richiesta di acquisto della moglie;
  • le mogli che dicono: "dai dai" e comprano lo stesso;
  • i vecchi provoloni che ci provano con le frasi più assurde ("E' una stampa o un dipinto?" "Dipinto" "E tu, sei stampata o dipinta?" "...");
  • ...
e questa è in assoluto la parte divertente, specialmente se aspetti che i soggetti in questione ti diano le spalle per attirare l'attenzione delle mie compari del 99 con segni convenzionali discreti per condividere il momento.
E' meraviglioso quando qualcuno di questi individui sceglie te per i tuoi acquisti e comincia la contrattazione. In questa specifica occasione, ho deciso di seguire "la linea dura e senza paura", come ho detto prima e quindi quando dico un prezzo è quello: 'sta volta non sono scesa a compromessi e questa mia fermezza ha pagato. Sono dinamiche che bisogna vivere per capire; la gente mi chiede come scelgo i prezzi ed è scettica alla mia risposta "dipende dal momento", ma è così ed è inevitabile. L'importante è rimanere fedeli alla linea se si è sicuri di quel che si dice e del valore delle cose, prima o poi arriva il compratore destinato a quell'oggetto...è per questo che non perdo le speranze per il mio coniglio nero a fiori rosa. Questo pregiatissimo coniglio in ceramica mi segue da diversi mercatini ormai ed è come la sora matilda, tutti lo guardano e nessuno lo piglia. Credevo di avercela quasi fatta domenica quando per ben due volte una ragazza me lo ha chiesto e aveva anche già tirato fuori il portafoglio. Poi è arrivato il marito padrone e le ha detto "No", lei, remissiva, non ha battuto ciglio e ha rinunciato. Marito di mmerda, e falle un regalo no? Cosa ti costa se non altro perchè viene a letto con te! 
Ma, per guardarla con filosofia, sono sicura che il proprietario del coniglio arriverà quando meno me lo aspetto e se lo porterà via. E senza contrattare sul prezzo ad ogni costo. Capisco che siamo ad un mercato, capisco che è tutto guadagnato ma non mi sono alzata alle 5 per farmi prendere per il culo da te, bella mia. Già sei disposta a comprare quel soprammobile che io ho giudicato "Scarto", te lo stai per accattare ad una cifra irrisoria (è raro che io abbia una cosa che venga + di 5€, la media va da 1 a 3€), non attacca la tua cantilena "Ma è usato (ma va? Hai presente dove siamo?), è rovinato (se era bello lo portavo qua?), forse ce l'ho già a casa (sviluppa la tua memoria fotografica o, quanto meno, fatti una lista) è che non so dove metterlo (lascialo qua, qualcun'altro se lo comprerà)" e via andare...no cara mia, non ho mica scritto casa Nando in fronte!
Questi sono gli unici momenti di "stress", perché tranne l'incombenza del carico/scarico è una goduria tutta da vivere. Montato il banco aspetti e ti concedi un po' di relax con la colazione tardiva: caffè e brioches del baretto accanto, ogni tanto ti alzi e credi del movimento spostando le cose e ragionando sulla disposizione: il movimento porta movimento, è una regola comprovata e sperimentata più volte. Osservi cosa hanno nelle borse le persone che stanno per entrare nella tua orbita e metti in evidenza cose similari, il 90% delle volte funziona.
Un capitolo a parte meriterebbe il rapporto tra mercanti e mercanti che è un po' viscido, lo ammetto. Tutti si vogliono bene ma diffidando l'un dell'altro: per esempio, non avrai mai una risposta precisa alla domanda "Come è andata"? Dalle varie inclinazioni tonali con cui l'altro pronuncia "Bene" (o, nella sua variante "Benino") allora dovrai capire se è stato uno sfacelo o un successo. In ogni caso, non sorprendetevi a vedervi fissati dai vostri vicini e, sicuramente, ci saranno commenti su di voi, sui vostri prezzi, sulla vostra merce e sul vostro modo di trattare i clienti. Nell'ultima esperienza qui citata mi sono capitate un paio di frecciate da "colleghe" non più di primo pelo, diciamo così. Io stessa sbirciavo in direzione di chi mi stava vicino per vedere come andava il movimento generale delle vendite...è una cosa inevitabile...
Quando la giornata finisce e butti l'ultima cassa nell'auto pensi: il mese prossimo dormo, ma immancabile arriva la voglia matta di ributtarti nella mischia...mi sa tanto che questa mania non mi passerà. E lo spero vivamente.

domenica 3 ottobre 2010

Mecatino dell'usato, ovvero un mondo meraviglioso brulicante di matti

Avete mai partecipato ad un mercatino dell'usato?
Sicuramente si...avrete senza dubbio gironzolato per le bancarelle chiedendo: "A quanto lo fa questo?" e poi, abbozzando un sorriso di risposta al prezzo, ve la siete data a gambe  dignitosamente.
Però, se non avete provato a stare dall'altra parte non avete ancora visto niente.
Ok, non sono una veterana...avrò fatto una decina di mercatini in tutta la mia vita. Nell'ultimo anno ho intensificato la mia frequenza e ho cominciato ad ambientarmi in questo piccolo microcosmo con leggi tutte sue. E, soprattutto, ricolmo di personaggi spettacolari. 
Avere una bancarella al mercatino significa svegliarsi molto presto, a seconda della destinazione. In ogni caso è bene che tu sia sul posto verso le sette, per vederti assegnare un posto decente e avere tutto pronto nel minor tempo possibile. Parte del lavoro (ed è sicuramente la parte più pesante) è il carico scarico...preparare la macchina, arrivare, scaricare, portare, montare, trascinare, sistemare, immaginare, analizzare e pensare come un potenziale compratore.
Finita tutta questa fase hai almeno 6/7 ore in cui dovrai solo cercare di liberarti di quella roba. Certo, c'è la questione economica, speri di guadagnare il più possibile. La maggiorparte delle cose che vendi te le hanno date per liberare le loro cantine, oppure le hai trovate a poco in altri mercatini. Sicuramente ci sono cose tue che non usi più e, guardando in faccia alla realtà, ti sei convinta a liberarti di molto ciarpame, abbandonato su mensole e scaffali da una vita. Se non ti è servito fino ad ora non ti servirà più. Che poi, arrivata a casa ti torni utile e maledici il momento...bè...questo è un altro discorso. Ma la motivazione che gareggia il primato è: "Comprate, almeno ho meno roba da riportarmi a casa.". La fine della giornata si valuta contando i soldi e valutando lo spazio libero nelle scatole e in auto.
Nel frattempo, preghi che non piova e non faccia troppo caldo; il freddo è superabile, ma il sole e la pioggia sono i peggiori nemici dei mercanti.
Nella mia breve carriera ho individuato i seguenti soggetti:
  1. Il collezionista. Si aggira tra le bancarelle ancora in allestimento (ovvero, attorno alle 7 del mattino) e ti chiede se hai il numero 3518641615641 della serie 43541871 delle sorpresine degli ovetti Kinder. Lo guardi bene e vedi che è una signora sui 40anni....Oppure il numero tot. dei gialli di Agata Christie...o cinturini di orologi particolari o...elmetti di guerra...tutto, tutto, tutto, tutto è collezionabile.
  2. Quello che compra l'oggetto che tu hai echitettato come l'unica cosa invendibile. Hai messo un gatto nero di plastica, spelato, inutile, con un buco e un taglio sulla schiena. Lo adagi sul banchetto ridendo e mostrandolo ai colleghi:"Questo, ma chi se lo prenderà mai!". E poi ti arriva la sioretta, il sior o il bambino che lo vede e dice: "A quanto lo fa?", tu spari "1€" e sai che se ne andrà. Invece lo compra. E tu non trattieni le risa mentre gli/le dai il resto e lo infili in un sacchetto. Appena se ne va, scuoti la testa incredula dell'esserti liberata di quell'obribrio. Tutto, tutto, tutto è vendibile.
  3. Lo straniero immigrato. Non è questione di razzismo, ma è automatico che hai mercatini dell'usato si fiondino gli immigrati che si interessano a vestiti e accessori. Loro trovano un capo, lo esaminano per diversi minuti, controllando ogni cucitura, ogni centimetro di stoffa alla ricerca di falle. Se non le trovano ti chiedono a quanto lo fai e tu rispondi. Qualsiasi prezzo è troppo alto e giocano al ribasso fino allo sfinimento. Mentre contrattano esaminano ancora, perchè vogliono essere esattamente sicuri che, se dovessero darti i soldi, non prendano una fregatura. Uno dei due vince, ma il risultato è sempre imprevedibile. Cederà l'acquirente, pagando il prezzo che hai deciso o cederà il venditore, ribassando pur di vendere?
  4. La signora stravagante. Compra qualunque cosa e non bada a spese. Ti compra il soprammobile senza senso, il cappello arancione con le piume fucsia, il soldatino mezzo mangiucchiato dal cane per darlo al nipote e fa la soddisfazione del venditore. La lusinghi, la vezzeggi, la tratti bene perchè tornerà se con te si sentirà a suo agio.
  5. Il signore/a perditempo. Non è li per comprare, ma per passare il pomeriggio. Con la scusa di un libro da 50 cent. comincia a parlare, legandoti con domande, mezze battute (a cui devi ridere), ripensamenti, minuti e minuti di esamina dell'intera bancarella. Anche se va via, tornerà entro un'ora e alla fine ti ha comprato solo quel libro da 50 cent.
  6. Lo/a sfacciato/a. Quello che incurante del fatto che tu abbia orecchie, occhi e dei sensi normalmente sviluppati fa' smorfiette toccando la tua roba e boffonchiano "Non mi piace/è brutto".
  7. L'indeciso. Ti chiede qualcosa e ti fa tirare fuori dalle scatole l'impossibile. Prova, maneggia, guarda, domanda, chiacchiera...sei sicuro che comprerà perchè dopo tutto quel tempo che ha tenuto in mano l'oggetto, non può non prenderlo. Alla fine, lo molla giù dicendo che ci deve pensare e poi non lo vedi più. Diventi indeciso anche tu, che fai? Vendi o non vendi? Non tornerà sicuramente, quindi posso vendere al prossimo che me lo chiede....e se poi torna?
  8. Il compratore dell'ultimo minuto. Lui sa che troverà meno roba, ma sa anche che il venditore nello sbaraccamento sarà in generale più accondiscendete. Pur di vendere anche all'ultimo secondo, abbasserà il prezzo. Lui si libererà di qualcosa e chi compra porta a casa un affare sicuro.
Bè, questa è, in poche parole, la mia esperienza. Vi assicuro che è qualcosa da provare perchè è estremamente divertente. Certo, poi ci sono le giornate no, le incazzature e le perdite di tempo. Ma se il popolo dei mercanti, pur le lamentele è sicuro di ritrovarsi sempre, un motivo ci sarà...no?